L’Anima

La grande volta celeste separò le acque al di sotto da quelle al di sopra. Sotto di lei, si raccolsero le acque dei mari ed apparve l’asciutto della terra. Genesi, 1.

E tutto ciò era bello.

Lontana e vicina è la luna. Sapienti orientali ne misurano il moto, torri e colonne delimitano l’interiore ed accennano alla via di uscita, all’oltre non plus ultra, all’infinito. Attrazione, intensità, passaggio forzato tra le colonne d’Ercole, l’anima sorge dal profondo, le sue acque hanno forma di anfora, di grembo materno, di sorgente inesauribile e senza fondo.

Dall’interno verso l’esterno, dal chiuso verso l’aperto, dal certo verso l’incerto, il destino prende forma ed in esso è tutta la forza del punto finale.

Oscurità notturna, riflessione, introversione.

Raccoglimento. Profondità.

Non resistere alla forza che ti incontra e spinge, è marea inarrestabile e feconda, braccio del gravido abisso del Tre. Come la marea, così è l’anima, la vita stessa, ad indicare la rotta ai sapienti ed a trascinare alla deriva i caparbi: stabilmente al centro, fa di ogni istante uno stare ed un andare, di ogni inclinazione del timone un cedere per ottenere.

La luna sola ancora vede la ragione della luce e ce la indica paziente. Nel suo amore per noi non vi è crudeltà ed imparare ad amarla è un abbracciare l’oscuro.

Perciò non abbiate paura.